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Elenco delle forre attrezzate Procanyon
Catasto AIC UD027
Comune
Acquasanta terme (Ascoli Piceno) - MARCHE
Quote Ingresso 600 m
Uscita 374 m
Dislivello 226 m
Sviluppo 3400 m
Tempi Navetta 20 km
Avvicinamento 5 min
Progressione 3/5 h
Ritorno 5 min
Interesse Interregionale
Difficoltà v3a2 III
Numero calate 16
Corde consigliate 2 da 40 m
Periodo Da marzo a giugno (nei mesi estivi scorrimento assente e nei mesi più piovosi scorrimento eccessivo)
Vie d'uscita Tra Pito e Garrafo, uscita comoda su strada sterrata.
Lungo il Garaffo nuumerose zone di sicurezza ed accessi intermedi
con ponti o cenge.
Materiali Muta completa nel periodo indicato, con ausilio di sacca da lancio.
Cartografia  
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Itinerario di interesse interregionale. Si tratta di due forre distinte, di cui la prima è l'affluente della seconda.
PIto è una forra con 6/7 verticali con altezza massima di 16mt., molto ravvicinate tra loro, con pareti strette fino ad un metro, che termia la sua corsa proprio all'interno del Rio Garrafo.
GARRAFO è un rio ( calata max 4mt) in condizioni di scioglimento della neve primaverile, si presenta come unvero e proprio fiume, molto divertenete e con qualche tuffo, lunghi corridoi allagati e pareti basse ma ravvicinate tra loro.

Accesso a valle

Accesso a monte

Avvicinamento

Descrizione



Rientro

Category: Procanyon - forre

Catasto AIC TE003
Comune Isola del Gran Sasso - Teramo
Quote Ingresso 1278 m
Uscita 980 m
Dislivello 298 m
Sviluppo 1300 m
Tempi Navetta No
Avvicinamento 2 h
Progressione 4 h
Ritorno 40 min
Interesse Internazionale
Difficoltà v4 a3 V
Numero calate 22
Corde consigliate 1 da 60 m
Periodo Da giugno a ottobre
   
Materiali Muta.
Cartografia Carta del Gran sasso - CAI Aquila scala 1:25.000
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale


Itinerario di eccezzionale interesse, ambiente selvaggio e severo, si tratta di una gola a sviluppo verticale con calate in rapida sucessione, molte cascate sono investite dal getto dell'acqua.

Accesso a valle

Dall'autostrada A24 Aquila-Teramo, uscire al casello di S. Gabriele Colledera, e prendere la statale che si dirige verso Isola del Gran Sasso.
da Isola del Gran Sasso prendere indicazioni per Pretara, superata la quale si segue per Lago di Pagliara, superare il bivio a destra per Piano del fiume, e dopo 1km girare a destra ad un bivio che dopo 50mt presenta un cartello di divieto di transito e posteggiare l'auto sulla destra.

Accesso a monte

Dal parcheggio continuare la strada sterrata per 200mt fino ad intercettare sulla sinsitra una strada carozzabile in salita che sale alla Fonte del pescyhio con il sentiero n°9.
La strada sale ripida con tre secchi tornanti (non abbandonare mai la strada principale) dopodichè si inoltra nella valle dirigendosi verso la Fossaceca passando sotto il Bosco di Pagliare, dopo circa 1h di cammino si arriva alla Fonte del Peschio (q. 1373mt)
Dal Fonte del Peschio continuare sul sentiero n°9 che taglia l'imbuto collettore prima del Piscarellone e poi Fosso della Malanotte a q. 1385mt., appena attraversato, quest'ultimo sentiero taglia in quota dirigendosi verso il grandioso imbuto del Fossaceca, continuare per tracce di sentiero fin ad uscire dal bosco a q. 1400mt circa, a questo punto abbandonare il sentiero e scendere per pratoni e ghiaioni verso il fondovalle, dal quale si prosegue per circa 200mt fino ad arrivare alla briglia a q, 1278mt.

 

Descrizione

La forra si presenta subito con una sequenza di calate confinate tra strette e verticali pareti in rapida successione, dall'alto della prima calata è facile scorgere gran parte dell'itinerario, la più alta delle quali è di 30mt, dopo circa 2h30' di progressione si arriva alla briglia di cemento che con una grata in ferro cattura la maggior parte dell'acqua, superare la stessa con un corrimano metallico e continuare scendendo i salti che porteranno alla confluenza con il grande anfiteatro del Pisciarellone e di Malanotte.
(Alla base della briglia è possibile trovare grandi nevai non estinti causa il poco flusso dell'acqua che ne favorisce lo scioglimento. Per evitarli è possibile spostarsi sulla sponda destra  dove è presente un ballatoio artificiale con corrimano che capta le acque del Fosso della Malanotte, poco prima della galleria è presente una sosta che con una calata da 50m che ci riporta nel fondo della Fossaceca ma ci ha fatto evitare i nevai presenti all'interno.)
Continuare quindi tra stertte pareti con calata massima di 20mt (qui l'acqua ha ripereso vigore grazie ai numerosi affluenti in subalveo che rigenerano la forra) appena superata la confluenza  da destra con Pisciarellone e Malanotte c'è un altro piccolo salto di 7mt e subito una captazione (q.980mt) e sulla destra sale una stradina in salita (dove solitamente ci scende un rivolo d'acqua) che porta ad una galleria, questa è la fine dell'itinerario

Rientro

Salire lungo la mulattiera che dopo 50mt entra in una galleria con cancello "sempre" aperto alla fine, continuare in lieve salita e poi in quota mantenendo sempre lo sterrato principale per circa 25', fino a ricollegarsi al sentiero n°9 a q. 1020mt, usato in fase di avvicinamento. Non rimane che scendere per 15' per ritornare alle macchine.


Note

L'itinerario si trova all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso e Monti della Laga, all'inizo e metà del percorso sono presenti opere idrauliche per la captazione dell'acqua.

Category: Procanyon - forre

Catasto AIC NU006
Comune Urzulei - Dorgali
Quote Ingresso 750 m
Uscita 350 m
Dislivello 400 m
Sviluppo 600 m
Tempi Navetta 40 km
Avvicinamento 15 min
Progressione 6 h
Ritorno 1H45 min
Interesse Internazionale
Difficoltà v3 a2 IV
Numero calate 610
Corde consigliate 2 da 20 m
Periodo Tutto l'anno
Vie d'uscita A metà del percorso.
Materiali Muta.
Cartografia igm 517 IV Funtana Bona e 517 I Genna Silana
Coord. punto d'accesso al greto 40°08'58''N 9°28'36''E
Coord. punto d'abbandono del greto 40°11'07''N 9°30'08''E


Presentazione generale

Percorso "storico" uno dei primi canyon ad essere esplorato in Italia (1967) agli albori del torrentismo. Ambiente sicuramente eccezzionale, il più profondo canyon europeo: camminare in mezzo alle pareti alte più di 600mt., attraversare la grotta del lago sifone, sedersi nell'anfiteatro di Sa Giuntura....non ha prezzo.

Accesso a valle

Dall'abitato di Dorgali seguiamo i cartelli per il rifugio Gorroppu, in circa 10km arrivaimo al ponte di Sa Barva dove si lascia l'auto a valle.

Accesso a monte

Si lascia la ss.125 al km 177,400 in località Genna Cruxi e si imbocca una deviazione asfaltata e poi sterrata, la si segue per 10km fino ad arrivare agli ovili di Campos Bargios, qui si prende il bivio a sx fin ad arrivare ad una radura di fronte ad un cancello sepre aperto dove si lascia l'auto.

Avvicinamento

Attraversato il cancello si segue l'evidente sentiero che in 15 minuti porta all'ansa ad "U"

Descrizione

La prima parte del percorso (1h30') è secca, si percorre la gola con le pareti che via via diventano sempre più alte fino ad arrivare alla prima calata. Qui si cambia, le calate si susseguono in un ambiente spettacolare alternandosi a tantissimi laghetti. Dopo 2h30' finisce la prima parte e volendo si può risalire per raggiungiere la macchina a monte. Si prosegue incontrando prima un lago e successivamente il passaggio fantastico nella grotta del lago sifone.Dopo questo passaggio ci si può togliere la muta ed inizia il percorso ad ostacoli in mezzo al caos di massi giganteschi di Su Gorroppu. Siamo nella parte con le pareti più alte della forra, 600mt di spettacolo dove si aprono anche alcunedelle vie di arrampicata più difficili della sardegna. Dopo 6h siamo fuori dal canyon.

Rientro

Seguiamo l'evidente strada sterrata che si stacca sulla sx e che in 1h45' ci porta al ponte di Sa barva dove abbiamo lasciato l'auto

Category: Procanyon - forre

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