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Elenco delle forre attrezzate Procanyon
Catasto AIC TR004
Comune PRODO - TERNI
Quote Ingresso 320 m
Uscita 190 m
Dislivello 130 m
Sviluppo 750 m
Visualizza la planimetria
Tempi Navetta NO
Avvicinamento 10 min
Progressione 2 h 30 min
Ritorno 45 min
Interesse Regionale
Difficoltà v2 a3 II
Numero calate 16, di cui obbligatorie 4
Corde consigliate 2 da 30 m
Periodo Da febbraio a maggio, da ottobre a dicembre
Vie d'uscita Nessuna evidente
Materiali Muta completa
Cartografia  
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Bella gola con progressione prevalentemente acquatica che alterna brevi calate, nuotate e tuffi anche di modeste dimensioni (max 9 m). Ambiente sempre stretto e privo di apparenti vie di fuga.

Accesso

Per chi viene dalla A1 Roma-FI uscire ad Orvieto scalo e al casello andare a dx direzione Prodo (Strada denominata "vecchia orvietana"). Tenere sempre la strada principale seguendo le indicazioni dopo circa 20km si raggiunge il paese di Prodo. Nella piazza parchegiare l'auto, possibilmente senza intralciare gli abitanti del paese.
Per chi viene dalla E45 uscita Todi Orvieto. Seguire direzione Orvieto e dopo circa 5 Km all'altezza della discoteca "Due Mari" svoltare a dx in salita e seguire le frecce per Prodo. Dopo circa 20 Km si giunge al paese

Avvicinamento

Guardando il castello prendere la stradina a dx dopo l'ultima casa e poi girare immediatamente a sinistra per un sentiero che porta ad un boschetto. Seguire i bolli bianchi e blu che in circa 5 minuti ci portano al torrente

Descrizione

La gola inizia subito con un bel tuffetto da altezza variabile, appena usciti dalla pozza sulla sinistra si trovano gli ancoraggi di partenza del mancorrente utile per raggiungere la catena della prima verticale in riva sx (calata maggiore dell'itinerario. ca 16m). In caso di portata sostenuta è stato allestito in riva sx un deviatore o volendo alla base oltre il laghetto due ancoraggi resinati per eventuale teleferica. Poi si prosegue per circa 20 minuti tra tuffetti e nuotate in lunghi corridoi con acqua verde in cui le pareti sopra la nostra testa fanno filtrare poca luce. Le vasche sono abbastanza profonde ma è sempre bene controllare dato che spesso sono ingombre di tronchi sommersi. Ad un certo punto si arriva ad una calata in riva sx con ancoraggio al suolo completamente fuori dall'acqua. Poi un piccolo tuffetto di 3 m, occhio l'acqua è bassa!! Poco dopo si raggiunge una catena che con una calata di pochi metri ci porta in una piccola pozza (nel caso ci sia forte corrente è possibile arrampicarsi sulle roccette sopra l'ancoraggio e raggiungere la pianta davanti a noi per una bella doppia). Da qui si procede con una piccola calata con deviatore a dx. Tolto il discensore ci troviamo difronte un toboga non molto scivoloso e per i più temerari una piccola arrampicata a dx li porterà ad un bel tuffo di circa 5-6 m.
Dalla confluenza con il torrente Salcini (volendo è l'unica via di fuga possibile da effettuare solo in caso di estrema necessità) la portata aumenta, ci troviamo su una bella pozza d'acqua color smeraldo e poi un tuffetto delicato in acqua poco profonda, volendo armo arretrato con deviatore a sx. Altra calata con deviatore esposto. La forra gira di 90° e ci troviamo nella parte ludica: in sequenza tre bei salti da 5,8,8 volendo ripetibili ma cmq armati. Poco dopo ci troviamo al punto più delicato dell'itinerario: alla nostra dx si trovano gli ancoraggi di partenza del mancorrente necessario per raggiungere la catena di calata fortemente esposta a sx.
Breve nuotata e siamo alla penultima cascata di pochi metri (attenzione agli sfregamenti..).
Altra nuotata e all'uscita del laghetto seguiamo la roccia a sinistra per un piccolo tuffetto di un paio di m. (anch'esso armato). Ora siamo alla sorgente finale, e la portata aumenta ancora, qui un saltino delicato di tre metri (armato in riva dx) con partenza scivolosa ci porta ad un nuovo laghetto. poi la forra si apre definitivamente e si segue la roccia alla ns dx. Volendo tuffi a volontà dalla sponda dx nel profondo laghetto verde.
Ora non ci resta che seguire il corso dell'acqua per poche centinaia di metri fino ad incontrare i segnavia Pro Canyon alla fine di un altro laghetto.

Rientro

In fondo al laghetto risalire in riva sinistra all'altezza dei bolli bianco blu e poi tagliare a dx per il sentiero. Dopo poche decine di metri girare a sinistra e seguire sempre il sentiero in ripida salita che ci porta prima alla confluenza con il Salcini e poi alle case del paese. In tutto circa 40 minuti.

Categoria: Procanyon - forre

Catasto AIC RI003
Comune Collalto Sabino - Rieti
Quote Ingresso 700
Uscita 550
Dislivello 150
Sviluppo 2,2 km (dalla Mola)
Visualizza la planimetria (.pdf 144KB)
Tempi Navetta 12 km
Avvicinamento '45 min
Progressione 2 h
Ritorno 15 min
Difficoltà V2 A3/A5 II
Numero calate 7, max 9m
Corde consigliate 1 da 25m
Periodo Da aprile a giugno ma anche in autunno-inverno
Vie d'uscita Possibili
Materiali Muta completa indispensabile
Cartografia  IGM 1:25000 145 III NO 
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Breve ma interessante gola ad andamento orizzontale, piuttosto acquatica e ludica. Sono attrezzati 7 salti, tutti tuffabili (con estrema attenzione) o disarrampicabili, il più alto è di circa 9m. Non sottovalutare comunque una discesa con portate importanti, infatti alcuni piccoli salti e scivoli, si rivelano delle vere e proprie trappole.

Accesso a valle

Dall'uscita autostradale di Carsoli (Roma-L'Aquila), svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per Rieti, Turania. Proseguire sulla provinciale fino ad un incrocio con indicazioni per Collalto Sabino (circa 11 km dal casello), svoltare a destra subito prima del ponte sul Fosso di Riancoli. Dopo 200 mt, in prossimità di un tornante a destra, parcheggiare l'auto.

Accesso a monte

Proseguire fino a Collalto Sabino. In prossimità del paese svoltare a destra prendendo la strada in discesa. Dopo pochi km svoltare a sinistra in direzione Collegiove, passare un incrocio con indicazioni Nespolo e proseguire ancora fino superare un ponte sul fosso di Riancoli, dopo 100m svoltare a sinistra su strada sterrata che costeggia il fosso. Continuare sulla sterrata fino al suo termine, 1 km circa, dove è possibile parcheggiare l’auto.

Avvicinamento

Rimanendo sulla riva destra del fosso, si raggiunge un rudere della “Mola tra le Vene”, lo si attraversa e si prosegue sulle tracce del sentiero che costeggia il torrente. Seguire le tracce, che spesso rientrano nel greto del torrente, senza mai allontanarsi troppo dal greto. A volte le tracce si perdono, in tal caso verificare se proseguono sull'altra sponda. Continuare lungamente per circa 45 minuti, fino ad incontrare un primo salto di 3m, armato con 2 fittoni, dove è necessario indossare la muta.

Descrizione

Il salto di 3m è tuffabile tuttavia può essere aggirato facilmente in riva sinistra ma solo se la portata non è troppo elevata. Si continua superando piccoli scivoli, marmitte e qualche laghetto, fino ad arrivare ad un salto di 3m, catena a destra, dove è possibile tuffarsi o tobogare. Si supera un lungo lago e si continua ancora fino ad incontrare il tratto più inforrato dell'itinerario che inizia con un salto da 9m, armato sia in riva sinistra con mancorrente e catena, che in riva destra con catena dalla quale si scende prima su un terrazzino e poi con altri due fittoni si scende in una grande vasca. Salto tuffabile previa attenta verifica della vasca che spesso ospita tronchi incastrati. Dalla base del salto si deve attraversare a nuoto la vasca per raggiungere, sempre in riva sinistra, una catena per il successivo salto da 8m, anch'esso tuffabile. In caso di portate generose, non è semplice raggiungere l'altra sponda della marmitta, al termine della quale è necessario salire su di un masso piuttosto scivoloso. E’ conveniente seguire il flusso dell'acqua che sgorga a sinistra del masso, facendo comunque estrema attenzione nel raggiungere la catena. Tenete presente che il maggior deflusso dell'acqua avviene in riva destra, per cui la corrente in quel punto non dovrebbe creare grossi problemi. Si supera un lago, poi si cammina ancora fino a trovare un piccolo tuffo da 2m. Ora si prosegue per un tratto più accidentato che presenta due sbarramenti naturali che in caso di forte portata possono essere pericolosi. Il primo è facilmente disarrampicabile in riva destra, il secondo è armato in riva destra, oppure è disarrampicabile in riva sinistra ma solo con poco scorrimento. Si consiglia l'uso dei fittoni a destra in caso di forte portata. Si continua ancora fino a trovare un saltino armato in riva sinistra, tuffabile con estrema attenzione per via dell’acqua piuttosto bassa. In breve si arriva all'ultimo salto di 4m, anch’esso tuffabile. In caso di forte corrente non è facile raggiungere il punto migliore per il salto, quindi in una nicchia in riva destra ci sono 2 fittoni per un mancorrente che permette di raggiungere l'ancoraggio con calata deviata che porta in una vasca usciti dalla quale si attraversa l'ultimo lungo lago della forra.

Rientro

Superato l'utimo lungo lago a nuoto, dopo neanche 100 metri, sulla sinistra subito prima di un affluente quasi sempre secco, si staccano un sentierino (palo con cartello Area naturale M.te Navegna) in leggera salita che in 10-15 minuti di marcia portano all'auto. In alternativa è possibile seguire il torrente fino al ponte in prossimità del bivio per Collalto Sabino.

Categoria: Procanyon - forre

Catasto AIC BZ007
Comune Gargazzone (Bolzano)
Quote Ingresso 650 m
Inizio forra 580 m
Uscita 310 m
Dislivello 270 m
Sviluppo 550 m circa
Visualizza la planimetria
Tempi Navetta NO
Avvicinamento 1 h
Progressione 4 h
Ritorno 10 min
Interesse Nazionale
Difficoltà v4 a5 III
Numero calate 16, max 45 m
Corde consigliate 2 da 50 m
Periodo Da giugno a ottobre
Vie d'uscita Una prima possibile via di fuga si trova dopo la prima grande calata - quella frazionata in due, con la seconda cascata a coda di cavallo - in riva orografica destra (Quota: 475 m).
La più evidente via di uscita si trova a circa metà del percorso, alla base della calata più alta (Quota: 425m). Un sentiero ripido e molto scivoloso porta al punto di osservazione in prossimità della torre medioevale, sulla riva orografica sinistra; in una decina di minuti si raggiunge il parcheggio a valle.
Poco dopo, in riva orografica destra, è ancora possibile uscire seguendo il canale irriguo (Quota: 400m).
Materiali Muta indispensabile
Presenza di opere idrauliche Alcune a monte del percorso, per scopi irrigui. Una presa d’acqua si trova nella seconda metà del percorso.
Cartografia Carta Tabacco 1:25.000 Foglio n. 034 - Bolzano-Renon
Coord. punto d'accesso al greto UTM 32TPS 69440E 62150N
Coord. punto d'abbandono del greto UTM 32TPS 69060E 61890N
Geologia Porfido


Presentazione generale

Bella e difficile forra con portata notevole, soprattutto ad inizio stagione; per la posizione degli armi e per il tipo di roccia è necessaria una buona conoscenza delle tecniche di armo utilizzando mancorrenti. Accesso complicato ed … aereo. Il percorso può essere idealmente diviso in due parti: la prima, con accesso difficoltoso in parete, presenta le calate di altezza maggiore. La seconda ha un accesso comodo da sentiero e le calate, pur avendo altezze minori, mantengono comunque tutte le loro difficoltà, sommate ad alcuni passaggi di acqua bianca pericolosi in caso di forti portate.
L’intera forra (Gola del Rio Eschio – Aschlbachschlucht) è tutelata dalla Provincia Autonoma di Bolzano quale monumento naturale (L.P. 16 del 25/07/1970).

Accesso a valle

Arrivando dall’Autostrada del Brennero, uscire a Bolzano Sud e prendere la superstrada per Merano. Uscire a Gargazzone, dirigersi verso il centro del paese e salire in direzione della forra (evidente già dallo svincolo della superstrada) seguendo le indicazioni per i sentieri che portano alla Torre medioevale (Kröllturm) e a Verano - Vöran. Parcheggiare in zona, chiedendo il permesso ai residenti o, meglio ancora, parcheggiare sulla vecchia strada statale nei pressi del’Hotel Zum Turm.

Accesso a monte

Si prende il sentiero per Verano – Vöran, che con un ponticello tra le case supera il torrente e sale ripido in riva orografica destra. Si prosegue lungo il sentiero che attraversa il bosco, fino a giungere ad un tratto più pianeggiante con bella vista sulla valle dell’Adige; poco dopo si incontra un belvedere con panchina e crocifisso in legno (quota 600 circa). Dalle spalle del crocefisso ci si inoltra nel bosco per tracce di sentiero, mantenendosi in quota ed andando in direzione della forra; dopo aver superato una zona franosa, si dovrebbe incontrare una cresta rocciosa; dal punto più basso di questa, con due metri di arrampicata, bisogna salirvi sopra e superarne la cresta. Continuare adesso a mezza costa fino a raggiungere una traccia di sentiero più evidente che corre vicino al ciglio della forra. Se si sono seguite le indicazioni, ci si dovrebbe trovare all'incirca una cinquantina di metri più in basso della quota del crocifisso. Risalire quindi lungo la traccia tenendo sempre un occhio alle rocce che danno sullo strapiombo: su una di queste brillerà la catena di partenza, a quota 650. Da questo ancoraggio, con due calate in parete di circa 20 e 45 metri, si raggiunge il greto del torrente.

Accesso intermedio

Dal parcheggio della macchina si sale in riva orografica sinistra per circa 20 minuti, seguendo le indicazioni per la Gola del Rio Eschio - Aschlbachschlucht e per la torre. Giunti in prossimità di questa, si segue un sentierino sulla sinistra che porta direttamente alla base della cascata più alta, ben visibile prima ancora di arrivarci.

Profilo della forra

Visualizza il profilo

Descrizione

Entrati in forra con le due calate asciutte di 20 e 45 m, si arriva sul greto del torrente. Non entrare nella pozza, ma fermarsi al di sopra ed allestire un mancorrente in riva sinistra per raggiungere l’ancoraggio della prima calata. Dopo una seconda piccola calata, si arriva nel punto più spettacolare, sopra una cascata che forma una coda di cavallo. Quindi, una breve serie di calate porta in vista della Torre, per raggiungere la quale è necessario scendere la cascata più alta, da 45 m; per un recupero più agevole della corda conviene avere una corda di lunghezza maggiore, la qual cosa permette il recupero da un punto al di fuori dell’eventuale linea di caduta di pietre (ricordarsi che il porfido è una roccia infida). Dalla base di questa cascata, volendo, si può uscire in riva sinistra e scendere a valle lungo il sentiero. Da questo punto in poi la forra si restringe e con portate importanti aumentano le difficoltà e i rischi. Ricordarsi che, dopo la calata su cui si trova la targhetta Pro-canyon, è ancora possibile uscire seguendo il canale irriguo in riva destra. Dopo aver sceso la cascata nei pressi della presa d’acqua, superabile con un lungo mancorrente, si troverà il punto più impegnativo, ovvero una cascata raggiungibile con mancorrente e con l’armo posto sulla sinistra di un semitubo nel quale convoglia l’acqua, il cui arrivo è in una pozza profonda sovrastante una seconda cascata. Ancora alcune brevi calate (da non sottovalutare) e l’uscita sarà in vista.

Rientro

Dopo l'ultima calata si segue in riva destra il sentiero che in pochi minuti, passando per un orto, riporta alla strada.

Categoria: Procanyon - forre

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