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    Ha Canyon Creta | Grecia :: ph. Luca Dallari
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    Bras Rouge Ile de la Réunion :: ph. Federico Maggiani
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    Clue d'Amen Alpes-Maritimes | Francia :: ph. Manuela Esposito
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    Portela Canyon Creta | Grecia :: ph. Luca Dallari
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    Torrente Saitta Messina | Italia :: ph. Michele Di Bella
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Elenco delle forre attrezzate Procanyon
Catasto AIC UD003
Comune Venzone / Moggio Udinese - UDINE
Quote Ingresso 410 m
Uscita 270 m
Dislivello 140 m
Sviluppo 450 m
Tempi Navetta 5 km circa
Avvicinamento 5'
Progressione 2 h
Ritorno 5'
Interesse Nazionale
Difficoltà v5 a3 IV
Numero calate 7, max 40 m
Corde consigliate 2 da 50 m + 1 da 20 m
Periodo Da maggio a ottobre
Vie d'uscita No
Materiali Muta
Cartografia Carta Tabacco 1:25000 foglio n. 020 oppure 018  Visualizza la cartina
Coord. punto d'accesso al greto 33t 0358361 5138328
Coord. punto d'abbandono del greto 33t 0358514 5138584


Presentazione generale

Breve (500 metri di sviluppo) ma divertente gola che offre alcuni scorci molto suggestivi. La macchina fotografica dovrebbe fare parte, in questo caso, dell'attrezzatura indispensabile. Considerando inoltre i tempi di accesso pressoché nulli e il ridotto tempo di percorrenza, può essere la gola ideale da scegliere nel caso in cui si abbia un tempo limitato a disposizione.

Accesso a valle

Percorrendo la statale 13 in direzione Tarvisio, poco dopo lo svincolo con la statale 52 e superato l'Hotel Carnia si percorrono ancora 1,5 km e si parcheggia nello spiazzo in corrispondenza dell'uscita della forra.

Accesso a monte

Percorrendo la statale 13 in direzione Tarvisio, poco prima dello svincolo con la statale 52, in corrispondenza di una caserma si imbocca, sulla destra, una stradina che porta alla borgata di Tugliezzo. Superatala, si scende qualche decina di metri per parcheggiare nei pressi del ponte che scavalca il nostro rio.

Profilo della forra

Descrizione

Un evidente sentiero sulla sinistra del ponte (segnavia ProCanyon), superata una sbarra metallica, permette di scendere facilmente nel letto del rio. Si segue detto sentiero per alcuni minuti fino a raggiungere l'alveo nei pressi dei resti di un vecchio ponte. Una volta entrati, dopo un breve tratto serpeggiante e dopo aver superato un saltino di un paio di metri si arriva al primo salto significativo della gola (27 metri).La progressione continua quindi nella gola, qui stretta e tortuosa, per un breve tratto fino ad arrivare ad un salto-toboga di circa 5 metri. Subito dopo si incontra un affluente da destra in direzione del quale bisogna traversare per salire sull'evidente massone. Da questo punto in poi si ha un susseguirsi di cascate e scivoli pressoché ininterrotto fino all'uscita. Dalla pozza pensile che prelude alle tre calate finali si scende, tenendosi sulla sinistra (usare il deviatore) con una successione di calata di 7, 40 e 33 metri. Fare qui attenzione, in corrispondenza dell'ultimo salto, a individuare le nuova installazioni (poco evidenti) in riva destra.  Superata l'ultima calata, la gola finisce d'improvviso e solo 5 minuti a piedi separano dal punto indicato come accesso a valle.

Categoria: Procanyon - forre

Esistono due diverse (entrambe ragionevoli) possibilità di accesso. La prima, quella classica, impone l'uso di 2 auto e la discesa di uno scosceso ghiaione. La seconda, molto più comoda, fa "perdere" il non disprezzabile tratto iniziale (4 calate). Entrambi gli accessi sono comunque segnalati e descritti. A voi la scelta.

Catasto AIC PN003
Comune Erto - PORDENONE
Quote Entrata classica
Ingresso 870 m
Uscita 690 m
Dislivello 180 m
Sviluppo 2000 m
Entrata intermedia
Ingresso 830 m
Uscita 690 m
Dislivello 140 m
Sviluppo 1300 m
Tempi Entrata classica
Navetta 5 km circa
Avvicinamento 20 min
Progressione 4 - 5 h
Ritorno 15 min
Entrata intermedia
Navetta 0 km
Avvicinamento 15 min
Progressione 3 - 4 h
Ritorno 15 min
Interesse Internazionale
Difficoltà v4 a5 IV
Numero calate Entrata classica
 14
Entrata intermedia
 10
Corde consigliate 1 da 60 m
Periodo Da luglio a settembre
Vie d'uscita Poco dopo il punto in cui un ponticello di calcestruzzo attraversa la gola, sulla destra, un sentierino porta nei pressi del ponte di Erto. Subito dopo la parte scura è possibile risalire in riva destra approssimativamente lungo il greto di un piccolo affluente. Prima dell'arco naturale, per ripido canale detritico sulla sinistra e poi per pendii erbosi ripidi è possibile raggiungere la statale
Materiali Muta indispensabile
2 staffe
Cartografia Carta Tabacco 1:25000 foglio n. 021
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Strettissima forra, cupa e quasi invisibile, in cui rumoreggia il torrente Zemola, collettore delle acque del versante meridionale del Duranno. Tutta molto acquatica ci regala degli scorci di eccezionale bellezza fra levigate sponde di calcare bianco, con archi di roccia, toboga e pozze profonde e vorticose.

Accesso a valle

Parcheggiare l'auto presso il ponte sulla Val Zemola lungo la strada statale 251.
Se si sceglierà di risalire in riva sinistra, p
archeggiare l'auto presso un evidente caseggiato incompiuto sulla statale 251 in località S. Martino.

Accesso a monte - Entrata classica

Dal paese di Erto si percorre per circa 3 Km la mulattiera che sale al rifugio Maniago. Dopo una marcata curva a destra in corrispondenza di un impluvio, si lascia l'auto nel successivo spiazzo (nei pressi di una curva a sinistra) subito prima del punto in cui reinizia l’asfaltatura. Da qui, ritornati indietro fino a quasi il centro dell’impluvio (freccia con segnavia Pro-Canyon) si scende fino al greto per un lungo, ripido e non sempre facile pendio detritico.

Accesso a monte - Entrata intermedia

Percorrere il sentierino che parte nei pressi del ponte di Erto (a sinistra della cappelletta) e che, in circa 15 minuti, porta alla riva destra del greto.

Profilo della forra

Descrizione

Entrando dall’accesso classico, la gola inizia dapprima in ambiente piuttosto largo e ingombro di massi. Poi si stringe presentando una divertente sequenza di piccole calate in corda, toboga e scivoli.
Si incontra quindi, in riva destra e poco dopo il punto in cui un ponticello di calcestruzzo attraversa la gola il sentierino indicato come "entrata intermedia".
Ancora alcuni salti e si perviene, dopo un tratto dove la gola si allarga molto, ad un improvviso restringimento tra pareti altissime. Se fuori non c'è il sole, può essere utile l'illuminazione elettrica. Nel passare sotto il ponte di Erto conviene affrettarsi perché sembra che una delle attività più popolari della zona sia quella di lanciare sassi ed altri oggetti. Finito lo strettissimo tratto meandreggiante, inizia la parte più bella ed impegnativa dell'itinerario con due splendidi archi naturali a fare da portali.
Sequenza delle calate che seguono: 5, 10, 14, 17.
Nella calata da 5 metri (con attenta valutazione forse fattibile senza corda) prestare attenzione perché il salto porta ad una vasca vorticosa dalla quale è difficile uscire anche in vista del fatto che il salto successivo da 8 metri è subito a seguire.
Gli ultimi due impegnativi salti (in piena corrente) si superano tenendosi il più possibile a sinistra.
L’itinerario termina al cambiare del tipo di roccia (diventa marcatamente rossastra) e dopo l’ultima caratteristica cascata con il flusso che forma una "coda di cavallo".

Uscita

Da dove il greto ritorna ampio e sassoso, si prosegue per un centinaio di metri per risalire per un pendio detritico a destra che evolve poi in esile traccia e quindi in sentiero che conduce sulla statale 251 nei pressi del ponte sulla Val Zemola (segnavia Pro Canyon).

Categoria: Procanyon - forre

Catasto AIC BZ004
Comune Terlano - BOLZANO
Quote Ingresso 540 m
Uscita 280 m
Dislivello 260 m
Sviluppo 1700 m
Visualizza la planimetria (.pdf 26KB)
Tempi Soluzione A
Navetta 5,5 km
Avvicinamento 5 min
Progressione 3,5 h
Ritorno 5 min
Soluzione B
Navetta 0 km
Avvicinamento 1 h
Progressione 3,5 h
Ritorno 5 min
Interesse Nazionale
Difficoltà v5 a4 III
Numero calate 11, max 76 m
Corde consigliate 2 da 60 m
Periodo Da giugno a ottobre
Vie d'uscita
Materiali Muta indispensabile
Cartografia Carta Tabacco 1:25.000 Foglio n. 034 - Bolzano-Renon - Visualizza la cartina (.pdf 3.534 KB)
Carta Tabacco 1:25.000 Foglio n. 046 - Lana-Val'Adige (con reticolo chilometrico)
Coord. punto d'accesso al greto UTM 32TPS 71670E 58960N
Coord. punto d'abbandono del greto UTM 32TPS 70870E 58740N


Presentazione generale

Il Rio Meltina è una forra incassata nel porfido, con brevi tratti da percorrere a nuoto. È la seconda di una serie di quattro forre parallele comprese tra Bolzano e Merano. I laghetti alla base delle calate non sono particolarmente fondi. Ciò nonostante, a causa della portata d’acqua che si può trovare e della difficoltà tecnica che la caratterizza, se ne consiglia la discesa solo a torrentisti con una buona preparazione. A causa del tipo di roccia che la caratterizza, porfido, vi è il rischio di caduta di sassi, soprattutto dopo forti piogge.

La cascata è tutelata dalla Provincia Autonoma di Bolzano quale monumento naturale (L.P. 16 del 25/07/1970)

Accesso a valle

Per chi giunge dall’autostrada del Brennero, si esce a Bolzano Sud e ci si immette sulla superstrada in direzione di Merano. Si prende quindi l’uscita per Vilpiano e si prosegue in direzione del paese sino ad attraversare la vecchia statale n. 38, per dirigersi verso la scuola provinciale dei vigili del fuoco, seguendo il segnale stradale con il logo dei vigili del fuoco. Per valutare la portata d'acqua seguire a piedi il sentiero che parte sulla destra della scuola, contrassegnato dal cartello marrone "Wasserfallweg - alla cascata". Seguendo i segnavia Pro Canyon si raggiunge in breve il boschetto (quota 280) da dove, in pochi minuti, possiamo andare a vedere la portata della cascata finale (76 mt. di calata), per decidere sull’opportunità o meno di entrare nella forra. Lungo il torrente, su una briglia in cemento armato, si trova anche un idrometro che può aiutarci nella decisione; sino a 50 cm d'indicazione, la portata non crea grossi problemi nella discesa. Se l'idrometro indica un valore compreso tra i 50 e i 60 cm, la discesa è consigliata solamente a persone con un'ottima esperienza torrentistica, mentre con valori superiori a 60 cm è meglio rinunciare ad entrare nella forra.

Purtroppo non vi è la possibilità di parcheggiare nei pressi della scuola; bisogna quindi forzatamente cercare un parcheggio in paese, possibilmente in un posto dove non si disturbi la quiete degli abitanti.

Accesso a monte - Soluzione A

Dopo aver visto la portata dell’acqua si esce dal paese a sinistra procedendo lungo la vecchia strada statale in direzione di Terlano - Bolzano. Dopo circa 2 km, ci s'inserisce sulla strada che sale sul fianco sinistro della trattoria "Terlaner Weinstube" (insegna gialla), denominata Via Planatsch - Planatschweg. Dopo 1,4 km, al bivio posto a quota 426, si procede dritti, seguendo l’indicazione del cartello in legno con scritto "Buschenschank Oberschol", verso lo Schaler Höfe; si supera un piccolo gruppo di case e si procede sempre su strada asfaltata sino a quando si giunge in vista di un ponte privato sospeso, lungo circa 150 metri. Al tornante posto subito prima del ponte, a quota 540, si possono parcheggiare le auto (vi è un cartello stradale con la lettera "P").
Dal fianco del parcheggio parte, scendendo lungo il bosco, un sentiero (evidenziato dai segnavia Pro Canyon) che in 5 minuti ci porta alla partenza della forra; inizialmente molto comodo, arrivati in vista della calata da 22 m. si trasforma in tracce di sentiero. Percorrere le tracce rimanendo alti rispetto alla cascata (parte superiore a quota 540).

Accesso a monte - Soluzione B

In alternativa, non avendo a disposizione una seconda macchina per la navetta, vi è la possibilità di raggiungere la partenza della forra anche a piedi, seguendo un comodo sentiero. Conviene comunque portare prima zaini e equipaggiamento a monte con la macchina, per poi ridiscendere e parcheggiare a Vilpiano. Quindi, a piedi, si esce dal paese e si procede a destra verso la stazione a valle della funivia per Meltina. Si entra nel parcheggio della funivia e si segue, sempre sulla destra, la strada asfaltata, che dopo 200 metri finisce in prossimità del cancello posteriore della scuola provinciale antiincendi. Sulla sinistra, un cartello in legno indica l'inizio del sentiero n. 1 per "Schol - Mölten". Per i primi 200 m, il sentiero coincide con una strada forestale, dopodiché, sulla destra, una serie di tabelle in legno indicano le mete del sentiero n. 1 (Schol, Mölten, ecc.). In circa 1 ora, si arriva in prossimità di un gruppo di masi; si abbandona il sentiero dove questo interseca una strada asfaltata, in prossimità di una colonnina antincendio di colore blu. Si risale la strada per circa 100 m, sino alla prima curva (cartello in legno con scritto "Oberschol"), quindi si scende lungo la strada asfaltata, si attraversa il lungo ponte sospeso e dopo 400 m si arriva al tornante con il parcheggio, dove abbiamo lasciato gli zaini.

Vie d'uscita

Dopo la quarta calata, sono visibili sulla destra le tracce di un vecchio sentiero non più manutenzionato. L'inizio del sentiero è facilmente identificabile, dai resti di un ponticello in legno che attraversava il Rio Meltina. In circa mezz'ora, seguendo il sentiero, si arriva al maso Schaler Höfe di quota 544.

Profilo della forra
Visualizza il profilo (.pdf 1.191 KB)

Descrizione

La discesa della forra inizia con la prima cascata da 22 m che si vede arrivando sul sentiero, per scendere la quale è necessario fare un lungo mancorrente con il punto di partenza ben visibile. Dopo di questa, in pochi minuti si arriva alla prima serie di 5 calate, alcune anche tuffabili. Successivamente, s’incontra la prima calata alta e veramente impegnativa, da 30 m. Per discenderla, l’armo si trova in posizione comoda sulla sinistra; dopo la vasca sospesa, è stato predisposto sulla sinistra un deviatore, necessario con portate importanti per evitare di finire sotto il getto d’acqua, che ci spingerebbe dentro una fenditura. Inoltre, sulla parete di fronte vi sono due anelli per allestire una teleferica a contrappeso. Dopo una breve calata, segue la cascata da 50 m. La discesa di questa è quasi sempre appoggiata alla roccia, il che comporta un’attenta gestione degli sfregamenti. Per recuperare la corda, ci si può comodamente appoggiare al grande masso che si trova alla base della calata. Segue una serie di piccole calate e toboga - anche disarrampicabili con un po’ d’attenzione - che ci porta sopra la grande cascata finale da 76 m. Per arrivare alla catena di partenza, è obbligatorio allestire un mancorrente. L’uscita sulla cascata è indubbiamente mozzafiato, con il vuoto che si presenta all’improvviso. A circa 16 m. dalla partenza, sulla destra orografica, troviamo il frazionamento in posizione asciutta. Pur avendo corde molto lunghe, conviene usare sempre questa sosta, che ci consente di recuperare agevolmente la corda e di evitare pericolosi sfregamenti. Arrivati al laghetto sottostante, un comodo sentiero sulla destra (con segnavia Pro Canyon) ci porta alla macchina.

Categoria: Procanyon - forre

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