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Elenco delle forre attrezzate Procanyon
Catasto AIC SV001
Comune VARAZZE - SAVONA
Situato all'interno del Parco Regionale del Beigua
Quote Ingresso 600 m
Uscita 340 m
Dislivello 260 m
Sviluppo 900 m circa
Visualizza la carta topografica
Tempi Navetta 0 km
Avvicinamento 1h
Progressione 3h 30'
Rientro 5'
Interesse Regionale
Difficoltà v3 a2 III
Numero calate 15, max 30 metri
Corde consigliate 2 da 60 m
Periodo Da aprile a ottobre, in piena estate solo dopo piogge abbondanti
Vie d'uscita Si
Materiali Muta
Cartografia  
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Grande paesaggio, verticalità inaspettata e qualche bel laghetto dove è possibile fermarsi piacevolmente. Molto divertente e non banale, è sicuramente la gola più bella dei monti del Beigua. L’avvicinamento offre bellissimi scorci sul mare. Condizioni ideali ad inizio stagione, quando l'acqua è ancora molto fredda ed abbondante (in questo caso le difficoltà legate all'acqua crescono, in quanto alcune discese sono sotto cascata).

Accesso

Uscire dall'autostrada A10 ad Arenzano, quindi raggiungere il paese di Cogoleto e, superato il centro del paese, svoltare a destra sotto un ponte, in direzione Sciarborasca. Si supera il paese di Pratozanino e, poco prima di entrare nell'abitato di Sciarborasca, si svolta a sinistra imboccando la Via al Deserto. Percorrere per diversi chilometri questa stretta strada lasciandosi alle spalle l'Eremo del Deserto. Superare ancora un paio di tornanti in salita e scendere fino ad un ponte che scavalca il Rio Prialunga, poco prima dell'agriturismo La Fonda, dove si può parcheggiare (segnalare la propria presenza ai gestori). All'ingresso dell'agriturismo si trova il pannello Pro Canyon.

Avvicinamento

Si segue lo sterrato che parte proprio dietro l'agriturismo ed attraversa i campi e le stalle dell'azienda fino ad una casa gialla, al termine della strada. Dietro la casa cominciano i segnali procanyon. Il sentiero punta in decisa salita, aggira un rudere e si ricongiunge ad una vecchia mulattiera che si inoltra in un bel bosco di castagni. Una freccia segnala il punto in cui si deve abbandonare la mulattiera per prendere un sentiero sulla destra. Si procede ora a mezza costa in direzione est, fino a raggiungere, dopo una brevissima discesina, l'installazione di un acquedotto. Da qui si procede in pianura su un terrazzamento artificiale. Dopo duecento metri circa si trova un bivio: procedendo dritto si giunge all'accesso intermedio. Salendo sulla sinistra in direzione nord si raggiunge l'accesso alto, 100 metri di dislivello piu' in su.

Descrizione

Dopo una breve camminata in ambiente molto arioso e soleggiato si giunge ad una calata di circa 30 metri, attrezzata con mancorrente in riva destra. Ancora un paio di risalti e si arriva ad una seconda calata di circa 18 metri e poco dopo all'accesso basso, che può costituire una scappatoia. Si prosegue con una corta calata (8 metri), due tuffi (il primo è comunque armato, 5 metri) in pozze con massi sommersi ed una calata appoggiata di circa 30 metri, armata in riva sinistra con mancorrente. Segue un'altra calata appoggiata di circa 28 metri (compreso un lungo mancorrente), ma è molto divertente staccare il discensore 6 metri prima dell'acqua e scivolare nel toboga, atterrando in una piccola pozza pensile. La gola ora si stringe e due calate (di 15 e 18 metri) separate da una seconda marmitta pensile rappresentano il punto più scenografico del percorso. Superata una bassa calatina e altre 2 belle verticali (11 e 12 metri) si giunge a una calata obliqua (10 metri), eventualmente disarrampicabile tenendosi in riva sinistra. Successivamente incontriamo una calata appoggiata in riva sinistra (15 metri), con deviatore per facilitare il recupero della corda. Qui la gola di riapre e si trova ancora, preceduta da un saltino (5 metri) armato all'asciutto, una calata appoggiata (15 metri) che offre la possibilità di scivolare su un toboga negli ultimi metri. Superato il successivo laghetto gli ultimi risalti si possono evitare con un sentiero sulla sinistra, quindi riattraversando il rio si passa in riva destra e si sbuca nell'agriturismo.

Category: Procanyon - forre

Catasto AIC GE003
Comune GENOVA
Situato all'interno del Parco Regionale del Beigua
Quote Ingresso 700 m
Uscita 290 m
Dislivello 410 m
Sviluppo 1.800 m circa
Visualizza la carta topografica
Tempi Navetta 0 km
Avvicinamento 1h 30'
Progressione 3h 30'
Rientro 0'
Interesse Regionale
Difficoltà v3 a2 III
Numero calate 9, max 25 metri
Corde consigliate 1 da 60 m
Periodo Da aprile a ottobre, in piena estate scorrimento ridotto
Vie d'uscita Si
Materiali Muta
Cartografia Multigraphic, Appennino Ligure 3-4 (1:25000), Istituto Geografico Centrale 16 (1:50.000)
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Percorso ormai quasi storico ma poco ripetuto, il Rio Secco presenta scorrimento nelle mezze stagioni o dopo periodi di abbondanti pioggie ma se si ha la fortuna di trovarlo nelle condizioni ideali ripaga le fatiche necessarie a raggiungerlo. Grande ambiente e belle calate, con un finale che lascia spazio anche al divertimento. Alcuni risalti da disarrampicare.

Accesso

Si lascia la autostrada A10 al casello di Genova Voltri. Si prende la SS1 Aurelia in direzione Savona, si attraversa tutta la delegazione di Voltri ed al termine, prima del ponte sul Cerusa, si svolta a destra in direzione Fabbriche. La strada si inoltra nella valle per alcuni chilometri. Raggiunta Fabbriche si prosegue fino al bivio per Sambugo, sulla sinistra, poco prima della frazione di Fiorino. Si scende per pochi metri, si varca il Cerusa e si prende a destra. Dopo alcuni tornanti ed un tratto quasi rettilineo si supera il Rio Secco su un ponte. Si parcheggia sul primo tornante dopo il ponte, dove è ben visibile il pannello Pro Canyon.

Avvicinamento

Dall'esterno del tornante si raggiunge il greto del rio e lo si attraversa, passando subito in riva sinistra. Si prende un sentiero piuttosto evidente che sale fino ad un bivio (arrivo di una teleferica) dove si prende a destra. La mulattiera prosegue in salita decisa con vari tornanti fino alla collina dove si incontra una strada sterrata ed una cappelletta. Si prende a sinistra direzione nord ovest e e si raggiunge rapidamente un gruppetto di abitazioni (Case Moscone - quota 430 m). Dopo circa 50 metri si lascia la sterrata e si sale a sinistra, raggiungendo la strada asfaltata che collega Fiorino a Case Soggi. Si segue l'asfalto fino alle case (quota 450 m). Dietro le case si entra (cancello da richiudere!) in un pascolo recintato che si attraversa, incontrando un secondo cancello. Subito prima del cancello un sentiero sale ripido a sinistra e raggiunge un terzo cancello, più in alto. Si entra ora in una rada pineta e si raggiunge velocemente un palchetto di caccia. Poco dopo una traccia sale a mezza costa in diagonale, in direzione del rio. Si sale fino a raggiungere una piccola sella (praticamente una discontinuità nella linea del crinale) a quota 620 m. Dopo pochi metri si scorge un vecchio sentiero che si inoltra lungo le pendici della forra, con una cengia sostenuta da muretti a secco. Terminata la parte più aerea, si prosegue per tracce fino a passare poco sopra al rudere di Cà di Pesci, a quota 635, nei pressi di un piccolo affluente del rio Secco. Il sentiero a tratti si perde definitivamente, ma l'assenza di alberi rende l'orientamento piuttosto semplice. Si prosegue a mezza costa, prendendo leggermente quota e superando altre due vallette affluenti di sinistra, fino al Giasse da Rua (quota 665), inconfondibile casetta col tetto in tegole rosse parzialmente integro. Dal Giasse un sentiero abbastanza marcato sale verso uno sperone roccioso a quota 700 e da qui si raggiunge agevolmente il primo risalto del torrente.

Profilo della forra

Descrizione

si comincia la discesa superando tre risalti che portano alla prima calata: una bella verticale di circa 20 metri con laghetto alla base. Altre due disarrampicate precedono una calatina di 6 metri ed un altro risalto di circa 7 metri. Il percorso in questo tratto è poco inforrato e consente di uscire agevolmente. Un tratto di marcia di un centinaio di metri precede una bella calata di 12 metri e vari risalti che fanno sì che la forra diventi progressivamente più profonda. Dopo un breve tratto di caos e altri due risalti si incontra la massima verticale di circa 25 metri che dà inizio alla parte più interessante del percorso, essendo seguita immediatamente da una calata di 20 metri in bella sequenza. Qualche risalto precede una calata di circa 15 metri. Un affluente in riva destra, spesso secco, precede cinque minuti di marcia, dopo i quali la forra torna a stringersi con un tratto di laghetti e risalti che precede un'altra bella calata di circa 10 metri. La forra è ora piuttosto marcata anche se mai stretta, con bei laghetti ed alcuni risalti che consentono anche qualche bel tuffo fino a 5 metri di altezza (in alternativa disarrampicate fino al IV grado). A metà di questo tratto si incontra ancora una calatina di 6 metri. Subito dopo l'ultimo tuffo, al termine del tratto inforrato, una passerella in metallo segna la fine delle difficoltà, restano ancora pochi minuti di marcia sul greto per raggiungere il parcheggio a valle.

N.B. Attenzione ai furti nelle auto!

Category: Procanyon - forre

Catasto AIC IM015
Comune Triora - IMPERIA
Quote Ingresso 515 m
Uscita 485 m
Dislivello 30 m
Sviluppo 300 m
Visualizza la carta topografica
Tempi Navetta non necessaria per il solo Grognardo; possibile ma non obbligatoria in caso di concatenamento con l’Argentina
Avvicinamento 15 min
Progressione 45 min
Ritorno 20 min
Interesse Locale; Regionale se concatenato con l'Argentina
Difficoltà v2 a2 I
Numero calate 5, alcune evitabili con toboga o descalate ipogee
Corde consigliate 1 da 30 m
Periodo Da maggio a ottobre; in caso di concatenamento da giugno a ottobre
Vie d'uscita 1
Materiali Muta completa
Cartografia IGC 1:50.000 tavola 15;
Multigraph 1:25.000 Alpi Marittime e Liguri Valli Roya, Nervia, Argentina;
Ist.Geografico De Agostini 1:10.000 Triora e il suo territorio
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Forra molto breve, … "forra bonsai", … ma vera forra, con roccia lavorata, belle pozze e un inforramento finale veramente estetico. Praticamente obbligatorio concatenare il percorso con l’Argentina (ProCanyon) ove il Grognardo confluisce in corrispondenza della grande pozza finale nota come Lago Degno; in tal caso l’insieme dei due percorsi si presenta vario, sufficientemente lungo e veramente appagante sia sotto il profilo estetico/ambientale che sotto il profilo ludico/sportivo.

Accesso a valle

uscire dalla A10 al casello di Arma di Taggia. Scesi all’Aurelia, da Arma di Taggia si risale la N.548 della Valle Argentina sino a Molini di Triora, passando per Taggia, Badalucco, Agaggio.
Subito prima del paese di Molini di Triora prendere a sx per Colle Langan - Melosa - Pigna e parcheggiare al primo tornante a sx (2Km.dal bivio).

Avvicinamento

Dal parcheggio prendere l’evidente sentiero pianeggiante (segnavia ProCanyon) che parte all’esterno del tornante e in circa 15’ si raggiunge un pontino di legno che segna l’entrata del percorso.

Profilo della forra

Visualizza il profilo

Descrizione

Le difficoltà si succedono ben concatenate con un prima cascatina di 2 mt (2 golfari a dx, rocce nella vasca di ricezione) e una successiva cascata (6mt. catena e deviatore a sx) che parte a scivolo (possibilità di toboga o tuffo tecnico).
Il successivo scivolo (6mt catena dx) deve esser affrontato con la corda per la presenza di massi e zoccolo di roccia.
Un successivo toboga aperto di 10/12 mt appoggiato (catena sx) può esser anche temerariamente affrontato in scivolata.
Giunti all’orrido di uscita è possibile calarvisi dentro (mancorrente e catena a sx) ma c’è anche la possibilità di scendere descalando nel buco proprio sotto il mancorrente. Dopo il bellissimo incassamento due brevi scivoli portano al Lago Degno

Ritorno

Dalla grande pozza finale (Lago Degno) dove il Grognardo incontra l’Argentina risalire subito dopo la pozza a dx nel bosco e in pochi minuti in salita si raggiunge il sentiero di accesso poche centinaia di metri prima dell’entrata. Prendere allora a sx per tornare al parcheggio
Concatenamento con l’Argentina (senza navetta) : subito dopo l’inforramento/orrido (e quindi prima dei due brevi scivolini che portano al Lago Degno) si risale a sx (corde fisse e segnavia ProCanyon), ripidi e un po’ esposti, la sponda del Grognardo; la traccia traversa a dx per poi spianare e raggiungere il sentiero nel bosco pianeggiante che sovrasta l’Argentina in riva dx. In pochi minuti si giunge al vecchio Ponte della Mauta da cui si può accedere facilmente al torrente per percorrerne il tratto più inforrato ed interessante sino al Lago Degno.
Concatenamento con l’Argentina (con navetta) : posteggiare a valle al tornante come da presente scheda. Ritornare a Molini, risalire sino a Triora e poi Loreto (ponte sospeso) e posteggiare come da scheda Argentina. Scendere prima l’Argentina e al Lago Degno risalire al sentiero di accesso.
Vedasi per entrambe le soluzioni la planimetria

Logistica, vitto e alloggio

Visitate i siti dei rifugi di Triora e del comune di Triora dove potrete trovare informazioni e contatti per poter dormire e mangiare sul posto, magari per una visita di più giorni di questa stupenda parte della Valle Argentina

Category: Procanyon - forre

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