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Elenco delle forre attrezzate Procanyon
Catasto AIC IS003
Comune ROCCAMANDOLFI - ISERNIA
Quote Ingresso 930 m
Uscita 788 m
Dislivello 142 m
Sviluppo 1 km
Tempi Navetta 4 km
Avvicinamento 5'
Progressione 3h
Rientro 2'
Interesse Regionale
Difficoltà v2 a2 II
Numero calate 10, max 11 metri
Corde consigliate 2 x 25 metri
Periodo Aprile-Maggio ed anche in autunno-inverno
Vie d'uscita Possibili
Materiali Muta completa indispensabile
Cartografia IGM 1:25.000 161 II-NE
Coord. punto d'accesso al greto 41° 29' 50" N - 14° 21' 04" E
Coord. punto d'abbandono del greto 41° 29' 36" N - 14° 20' 26" E


Presentazione generale

Breve ma interessante gola, itinerario facile, piuttosto acquatico e ludico. La prima parte piuttosto inforrata fino al confluenza con il ramo sinistro, dopo la quale la forra si apre presentando grandi vasche dove il divertimento è assicurato.

Accesso a valle

Dall'uscita autostradale di San Vittore (Autostrada A1), o dall'uscita di Vasto Sud (autostrada A14) dirigersi in direzione Isernia per poi continuare lungo la S.S. 17 verso Campobasso, fino ad arrivare al bivio per il paese di Roccamandolfi; proseguire fino al ponte nel centro abitato, dove è possibile parcheggiare l'auto.

Accesso a valle

Dal ponte, attraversare il paese, seguire la strada a monte del cimitero comunale. Dopo circa 4 km si arriverà in prossimità dell'antico castello diroccato. Parcheggiare la macchina e scendere lungo un sentiero ben visibile che porta ad un ponte sospeso, proseguire verso il fondo del vallone dove ha inizio il percorso.

Avvicinamento

Parcheggiata la macchina nei pressi del ponte all'inizio del paese, inerpicarsi per gli evidenti tornanti che portano verso il castello. Lasciata la strada proseguire su un sentiero non sempre visibile che passa sulla sinistra dei ruderi del castello fino ad arrivare ad un evidente sentiero che scende verso valle.

 

Descrizione

Si entra dalla R.S. attraversando il rio poco a monte. Mancorrente e armo per la prima calata da 30. La prima parte è quella più inforrata, si parte con un paio di salti di pochi metri facilmente disarrampicabili, superati i quali si trova, in riva destra, la partenza di un mancorrente che porta alla prima calata, di circa 11m, armata con catena in riva sinistra. Subito dopo si procede a scendere un altro salto di 9 m con mancorrente e catena in riva destra. Dopo pochi metri si incontra un salto di 6m disarrampicabile ma comunque, in caso di necessità, percorribile in sicurezza armando i due fittoni installati poco più in alto sulla destra idrografica. Si prosegue quindi, fino ad arrivare ad un salto di 3m, dove è possibile tuffarsi, , in condizioni di buon afflusso idrico, discesa comunque armabile su due fittoni installati su riva sinistra. Da qui, proseguendo per una quarantina di metri, si arriva ad un salto di 3m; è possibile tuffarsi in condizioni di buon afflusso idrico, altrimenti è possibile armare la discesa su armo naturale sulla sinistra, così da arrivare direttamente sul salto successivo di 9 m con catena sulla sinistra idrografica. Proseguendo per circa 100 m, dopo uno scivolo armato in riva destra con fittoni, si giunge alla confluenza con il ramo sinistro del Callora. La portata d'acqua aumenta notevolmente ed inizia una serie di profonde vasche quasi tutte tuffabili, fino ad arrivare ad un bellissimo toboga che finisce in un'enorme vasca. E' comunque possibile evitare il toboga tuffandosi dalla roccia posta alla destra oppure armando il salto dalla catena posta in riva sinistra. Segue un breve ma impegnativo salto di 5m armato con catena in riva sinistra, oppure, in caso di forte portata su due fittoni posti sulla destra idrografica. Dopo una breve camminata arriviamo al punto più suggestivo dell'itinerario, caratterizzato da un salto di 10 m armato in riva sinistra con mancorrente, catena e deviatore posto a circa metà calata, oppure in riva destra con discesa lungo una parete verticale. Dalla piccola cengia che ospita questo armo è possibile tuffarsi in relativa sicurezza. Arriviamo così all'ultima discesa del percorso, di circa 10m, armata con mancorrente e catena su sinistra idrografica. In caso di forti portate si può aggirare sulla destra per poi scendere su fittoni, un saltino da 3m. Altri due salti, max 3 m, tuffabili o aggirabili, portano all'ultimo con tuffo obbligatorio di 3m, posto sotto il ponte all'ingresso del paese che conclude il percorso. Attenzione al secondo di questi tre tuffi: al centro della vasca è presente un masso sommerso poco visibile. Soprattutto con portate notevoli, non tuffare sotto la cascata (il masso crea uno scavernamento insidioso) ma a destra.

Rientro

L'uscita dall'alveo è facilitata da una vistosa scala in acciaio ancorata ad un manufatto di cemento. Da qui, lungo un breve sentiero, si arriva facilmente sulla strada. Volendo evitare l'ultimo salto posto sotto il ponte, si può sforrare anticipatamente, inerpicandosi su un poco visibile sentiero posto sulla riva destra, che porta direttamente sul ponte.

Category: Procanyon - forre

Catasto AIC CB002
Comune Guardiaregia - Campobasso
Quote Ingresso 750
Uscita 550
Dislivello 200
Sviluppo 1,5 Km
Visualizza la planimetria (.pdf 102 KB)
Tempi Navetta 3 km (evitabile attraversando il paese a piedi, in mezz'ora circa)
Avvicinamento '10 min
Progressione 3h (compreso il tratto nel Torrente Quirino)
Ritorno '5 min
Difficoltà V4 A3 III
Numero calate 9, max 40m
Corde consigliate 2 da 50m
Periodo Da marzo a giugno
Vie d'uscita Possibili
Materiali Muta completa indispensabile
Cartografia  IGM 1:25000 145 III N
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Intenso itinerario ad andamento verticale, che in una successione di alte cascate e belle marmitte, si getta rapidamente  nel torrente Quirino. Sono attrezzati 9 salti, il più alto è di 40m., un paio sono tuffabili Particolarmente spettacolare, ma anche impegnativo, il tratto che vede la successione ininterrotta dei salti da 6, 27 e 40m.

Accesso a valle

Dalla SS 17, da Isernia verso Campobasso, svoltare in direzione Guardiaregia. Poco prima di entrare in paese, subito dopo una "esse", una stradina asfaltata scende ripida sulla destra. La si prende e la si segue fino ad incontrare un piazzale con una croce, dove è possibile parcheggiare l'auto.
Nota: 100 m più avanti è possibile affacciarsi da un ponte sul torrente Quirino. Purtroppo la stretta forra sulla quale ci si affaccia, è usata come discarica.

Accesso a monte

In auto: tornati sulla strada principale, si svolta a destra in direzione del paese, in prossimità del quale la strada si biforca. Quì è possibile attraversare Guardiaregia, oppure proseguire sulla strada che sale con ripidi tornanti. Poco dopo, in corrispondenza di un tornante a sinistra, si stacca sulla destra una strada (indicazioni area WWf), la si percorre per poche decine di metri, si svolta a sinistra e in leggera salita si trova un parcheggio dove lasciare l'auto.

A piedi: tornati sulla strada principale, si svolta a destra in direzione del paese, in prossimità delle prime case si entra nel paese, con ripide scalinate si evita la strada che lo attraversa fino ad arrivare nella piazza principale (chiesa). Di fronte alla chiesa si stacca una scalinata (indicazioni sentiero WWF) al termine della quale ci si allaccia ad una strada asfaltata che in breve porta al parcheggio descritto precedentemente (mezz'ora in tutto).

Avvicinamento

Poco oltre il parcheggio si attraversa un ponte si gira a destra fino a trovare sulla sinistra il sentiero WWF. Lo si segue superando un chiosco-bar, poi ad un bivio seguire il sentiero che scende sulla destra (staccionate in legno). Continuare fedelmente fino a superare un belvedere sulle gole e poi un ponticello in legno. Poco oltre si arriva direttamente nel greto del torrente.

Descrizione

Il primo salto ` in realtà formato da due saltini di 4m, il primo porta in una bella vasca profonda, il secondo in acqua piuttosto bassa, attenzione ai tuffi. In alternativa pochi metri a valle si trova la prima catena. Continuando per pochi minuti, si incontrano altri 2 brevi salti inferiori ai 10 metri. Poco oltre ci si affaccia sulla serie di cascate da 6, 26 e 40 metri. In caso di forte scorrimento è consigliabile utilizzare il deviatore, in riva dx, che evita il getto d’acqua e ci porta sul ciglio della sottostante vasca in prossimità del quale troviamo la catena per il successivo salto da 26. Alla base del 26 si entra in una enorme vasca circolare che porta al successivo salto da 40, armato con mancorrente, catena e deviatore (sx) posto circa a metà della discesa. Superata un’altra bella vasca a nuoto, si cammina per poche decine di metri fino a trovare un salto da circa 6 m tuffabile. Usciti dalla stretta e lunga vasca ci si affaccia immediatamente sul successivo salto da 27 metri, armato con mancorrente a dx e catena a sx. In caso di notevole portata è possibile utilizzare un deviatore (sx) posto circa 10 m sotto la catena. Ancora una nuotata e dopo pochi metri un’altra vasca si presta ad un tuffo di 5 m circa. A questo punto solo un centinaio di metri ci dividono dal torrente Quirino. Dalla confluenza in circa mezz’ora di cammino tra lunghi laghi a nuoto, qualche masso disarrampicabile e un unico saltino da armare, ci si trova in prossimità dell’uscita.

Rientro

Superato a nuoto l'ennesimo lago del torrente Quirino, si vede una grande briglia che chiude l'alveo. Poco prima, sulla destra, si "annusano" le acque dello scarico di Guardiaregia, che si gettano nel torrente. Si prendono delle tracce che costeggiano lo scarico fino ad incontrare una sterrata, si svolta a sinistra attraversando lo scarico, ancora pochi metri e siamo al parcheggio .

Category: Procanyon - forre

Comune Monteroduni - ISERNIA
Quote Ingresso 750
Uscita 400
Dislivello 350
Sviluppo 3 km
Visualizza la planimetria (.pdf 144KB)
Tempi Navetta 15 km
Avvicinamento 5 min
Progressione 3 h
Ritorno 1,5 h
in effetti l'uscita dall'alveo, sul sentiero con bolli, si fa in 5' mentre è necessaria almeno un’ora e mezza per compiere il lungo tratto finale nell'alveo
Difficoltà V4 A3 III
Numero calate 10, max 35m
Corde consigliate 2 da 60m
Periodo Da marzo a maggio e dopo forti piogge
Vie d'uscita No
Materiali Muta completa indispensabile
Cartografia  IGM 1:25000 161 III NE 
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Gola ad andamento verticale molto interessante, divertente e continua nel tratto centrale, un po’ noiosa l’uscita di almeno un'ora e mezza. In presenza di forte scorrimento alcune calate risultano tecnicamente impegnative. Attenzione alle scariche di sassi causate dalla roccia spesso poco compatta.

Accesso a valle

Procedendo sulla SS 85, nel tratto tra Isernia e Venafro, imboccare la SS 158 in direzione Capriati al Volturno, fino a raggiungere, poco prima del ponte di S.Spirito, una strada asfaltata sulla sinistra (bollo Pro Canyon su un manufatto in muratura). Imboccata la strada si continua per alcune centinaia di metri fino ad un incrocio, prendere la strada a destra che in breve diventa sterrata. In prossimità di una marcata curva a sinistra e di una casetta diroccata a destra (bollo Pro Canyon) si può parcheggiare l'auto. La traccia di stradina che si stacca sulla destra della curva, porta nell'alveo del torrente.

Accesso a monte

Tornare fino all'incrocio e svoltare a destra, continuare sempre sulla strada principale che risale la valle e punta decisamente verso Monteroduni (il paese che si vede in alto a sinistra). Si continua per circa 5 Km, dopo aver affrontato un tornante su un ponticello, si raggiunge il cimitero di Monteroduni e poi il centro abitato. Continuare fino ad un incrocio, dove si svolta a destra in direzione di Gallo Matese, poi ancora per circa 10 km, prima affrontando dei tornanti in salita e poi ancora per una serie di curve fino a quando, effettuata una curva a sinistra, la strada procede per un rettilineo in leggera discesa. A questo punto sulla nostra sinistra c'è la possibilità di parcheggiare. Poco più avanti a destra il guard-rail , con bollo Pro Canyon, si apre per dare accesso al sentiero che in breve porta al ponte romano, già visibile dalla strada, dove ha inizio il percorso.

Descrizione

In prossimità del ponte romano si scende nell'alveo. Su un masso (sinistra orografica), sono presenti due fittoni utili per la prima calata di 6 m(S1), questa può essere  facilmente disarrampicata in presenza di un esiguo scorrimento. Immediatamente dopo si trova un salto (S2), di circa 15 m, non attrezzato in quanto  aggirabile sulla sinistra orografica. Si cammina per un tratto di almeno 200 m fino a trovare il salto (S3) da 15 m attrezzato con due fittoni per il mancorrente più una catena. Continuando si arriva in prossimità di una vasca da attraversare a nuoto, tenendosi sulla destra si arrampica fino a trovare due fittoni per il mancorrente e la catena per il salto (S4) da 10 m. Dopo un tratto di camminata con qualche facile disarrampicata si arriva alla cascata più alta dell'itinerario (S5) da 35 m. La calata prevede un frazionamento che per essere raggiunto facilmente necessita dell'utilizzo del deviatore posto alla sinistra orografica della prima catena, raggiungibile con mancorrente. In caso di portata abbondante si consiglia di utilizzare sia il deviatore che il frazionamento, posto su un comodo terrazzino, per evitare di essere investiti dal getto dell'acqua soprattutto nella parte centrale della cascata. A questo punto, una volta usciti a nuoto dalla grande vasca sottostante, inizia un tratto in discesa molto stretto che porta direttamente sul salto (S6) da 20 m. In caso di forte scorrimento, per raggiungere la catena di calata del C6, si possono utilizzare i due fittoni posti in alto a sinistra appena fuori dalla grande vasca. Ancora una lunga nuotata e, dopo un breve tratto a piedi, ci si affaccia da un punto molto panoramico sul salto da 32 m (S7) che porta nella parte più impegnativa della forra. Infatti il successivo salto da 20 m (S8), con catena posta molto in alto a sinistra, costringe a scendere in uno stretto meandro dove, pur utilizzando il deviatore posto sulla destra, ci si trova ad essere investi dal getto della cascata. Fare molta attenzione nel raggiungere il deviatore in quanto il terreno risulta particolarmente scivoloso e in caso di caduta si finirebbe direttamente sotto il potente getto dell'acqua. Questa calata può essere attrezzata con una teleferica grazie ai due fittoni posti alla base del salto, sulla sinistra idrografica (indispensabili le due corde da 60m). Dalla base si arriva in breve al salto (S9) da 26 m, attrezzato con mancorrente con punto intermedio e catena, posti sulla destra. Ancora una vasca da superare a nuoto e subito dopo in alto a destra si trovano due fittoni che devono necessariamente essere utilizzati per raggiungere la catena (non visibile) che si trova su un terrazzino posto circa 3 metri sotto il ciglio della cascata. Raggiunta la catena, con un salto da 15 m (S10), si arriva in una grande vasca usciti dalla quale si disarrampica un saltino da 3 m. Non resta che camminare per quasi un paio d'ore fino a trovare i bolli che indicano l'uscita dall'alveo, in 5 minuti si torna all'auto. 

Note

Si consiglia di verificare se esiste scorrimento sotto il ponte di S. Spirito, in caso affermativo la discesa del torrente potrebbe risultare proibitiva.

Category: Procanyon - forre

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