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Catasto AIC GE003
Comune GENOVA
Situato all'interno del Parco Regionale del Beigua
Quote Ingresso 700 m
Uscita 290 m
Dislivello 410 m
Sviluppo 1.800 m circa
Visualizza la carta topografica
Tempi Navetta 0 km
Avvicinamento 1h 30'
Progressione 3h 30'
Rientro 0'
Interesse Regionale
Difficoltà v3 a2 III
Numero calate 9, max 25 metri
Corde consigliate 1 da 60 m
Periodo Da aprile a ottobre, in piena estate scorrimento ridotto
Vie d'uscita Si
Materiali Muta
Cartografia Multigraphic, Appennino Ligure 3-4 (1:25000), Istituto Geografico Centrale 16 (1:50.000)
Coord. punto d'accesso al greto  
Coord. punto d'abbandono del greto  


Presentazione generale

Percorso ormai quasi storico ma poco ripetuto, il Rio Secco presenta scorrimento nelle mezze stagioni o dopo periodi di abbondanti pioggie ma se si ha la fortuna di trovarlo nelle condizioni ideali ripaga le fatiche necessarie a raggiungerlo. Grande ambiente e belle calate, con un finale che lascia spazio anche al divertimento. Alcuni risalti da disarrampicare.

Accesso

Si lascia la autostrada A10 al casello di Genova Voltri. Si prende la SS1 Aurelia in direzione Savona, si attraversa tutta la delegazione di Voltri ed al termine, prima del ponte sul Cerusa, si svolta a destra in direzione Fabbriche. La strada si inoltra nella valle per alcuni chilometri. Raggiunta Fabbriche si prosegue fino al bivio per Sambugo, sulla sinistra, poco prima della frazione di Fiorino. Si scende per pochi metri, si varca il Cerusa e si prende a destra. Dopo alcuni tornanti ed un tratto quasi rettilineo si supera il Rio Secco su un ponte. Si parcheggia sul primo tornante dopo il ponte, dove è ben visibile il pannello Pro Canyon.

Avvicinamento

Dall'esterno del tornante si raggiunge il greto del rio e lo si attraversa, passando subito in riva sinistra. Si prende un sentiero piuttosto evidente che sale fino ad un bivio (arrivo di una teleferica) dove si prende a destra. La mulattiera prosegue in salita decisa con vari tornanti fino alla collina dove si incontra una strada sterrata ed una cappelletta. Si prende a sinistra direzione nord ovest e e si raggiunge rapidamente un gruppetto di abitazioni (Case Moscone - quota 430 m). Dopo circa 50 metri si lascia la sterrata e si sale a sinistra, raggiungendo la strada asfaltata che collega Fiorino a Case Soggi. Si segue l'asfalto fino alle case (quota 450 m). Dietro le case si entra (cancello da richiudere!) in un pascolo recintato che si attraversa, incontrando un secondo cancello. Subito prima del cancello un sentiero sale ripido a sinistra e raggiunge un terzo cancello, più in alto. Si entra ora in una rada pineta e si raggiunge velocemente un palchetto di caccia. Poco dopo una traccia sale a mezza costa in diagonale, in direzione del rio. Si sale fino a raggiungere una piccola sella (praticamente una discontinuità nella linea del crinale) a quota 620 m. Dopo pochi metri si scorge un vecchio sentiero che si inoltra lungo le pendici della forra, con una cengia sostenuta da muretti a secco. Terminata la parte più aerea, si prosegue per tracce fino a passare poco sopra al rudere di Cà di Pesci, a quota 635, nei pressi di un piccolo affluente del rio Secco. Il sentiero a tratti si perde definitivamente, ma l'assenza di alberi rende l'orientamento piuttosto semplice. Si prosegue a mezza costa, prendendo leggermente quota e superando altre due vallette affluenti di sinistra, fino al Giasse da Rua (quota 665), inconfondibile casetta col tetto in tegole rosse parzialmente integro. Dal Giasse un sentiero abbastanza marcato sale verso uno sperone roccioso a quota 700 e da qui si raggiunge agevolmente il primo risalto del torrente.

Profilo della forra

Descrizione

si comincia la discesa superando tre risalti che portano alla prima calata: una bella verticale di circa 20 metri con laghetto alla base. Altre due disarrampicate precedono una calatina di 6 metri ed un altro risalto di circa 7 metri. Il percorso in questo tratto è poco inforrato e consente di uscire agevolmente. Un tratto di marcia di un centinaio di metri precede una bella calata di 12 metri e vari risalti che fanno sì che la forra diventi progressivamente più profonda. Dopo un breve tratto di caos e altri due risalti si incontra la massima verticale di circa 25 metri che dà inizio alla parte più interessante del percorso, essendo seguita immediatamente da una calata di 20 metri in bella sequenza. Qualche risalto precede una calata di circa 15 metri. Un affluente in riva destra, spesso secco, precede cinque minuti di marcia, dopo i quali la forra torna a stringersi con un tratto di laghetti e risalti che precede un'altra bella calata di circa 10 metri. La forra è ora piuttosto marcata anche se mai stretta, con bei laghetti ed alcuni risalti che consentono anche qualche bel tuffo fino a 5 metri di altezza (in alternativa disarrampicate fino al IV grado). A metà di questo tratto si incontra ancora una calatina di 6 metri. Subito dopo l'ultimo tuffo, al termine del tratto inforrato, una passerella in metallo segna la fine delle difficoltà, restano ancora pochi minuti di marcia sul greto per raggiungere il parcheggio a valle.

N.B. Attenzione ai furti nelle auto!

Category: Procanyon - forre

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