Longe

Da aicwiki.

Fondamentale per le manovre in forra. E’ quel dispositivo che permette di appendersi in sicurezza ad un ancoraggio esposto o di raggiungere la sosta usando un mancorrente. La norma EN 354 prevede che la longe sia un cordino di posizionamento con lo scopo di collegarsi ad un punto di ancoraggio o alla corda. I cordini di posizionamento in commercio sono inadatti ad assorbire energia, proprio perché concepiti solo per il posizionamento. Ecco perché le longe devono essere utilizzate mantenendole sempre in tensione e in situazioni di rischio potenziale con fattore di caduta non superiore a uno (in pratica, bisogna essere appesi alle longe e non agganciare il moschettone ad un punto che sia più in basso dell’imbrago).

La longe che usiamo è doppia, ad “Y”, con rami asimmetrici, uno lungo e l’altro più corto. Le longe possono essere confezionate in corda dinamica intera (EN 892) - ne servono circa 3 metri - meglio se di piccolo diametro (circa 9 mm, comunque mai inferiore a questo valore), con nodi delle guide alle estremità e nodo trilonge. Questo nodo particolare offre buone prestazioni nell'assorbimento dell'energia derivante da una caduta. Inoltre presenta una terza asola che, all'occorenza, può essere impiegata come longe supplementare molto corta.

Una buona alternativa è costituita dalla longe preconfezionata di marca Petzl mod. Spelegyca, anche se non è possibile regolare la lunghezza dei due rami individuali.

Tassativamente da escludere, invece, le longe fatte con materiali anelastici, quali cordini in kevlar, che non reggerebbero in caso di caduta, o le daisy-chain, troppo delicate e il cui uso rischia di far commettere errori mortali.

I moschettoni che usiamo sulla longe sono tutti e due con ghiera a vite; in alternativa, sul ramo corto si può usare un moschettone con doppia leva di sicurezza, tipo Kong Tango, Salewa Attack o CT K-Advance. La longe va collegata all’anello dell’imbrago con una maglia rapida rettangolare n. 7 o 8, oppure, se il punto di attacco dell’imbrago è metallico, facendo il nodo trilonge direttamente nell’anello. Al bando longe collegate con moschettoni, anellini portachiavi, ecc.


TRI-LONGE

di Juri Montese

La longe è il principale sistema di sicurezza che adoperiamo nella progressione su corda, evitando di riassumerne le numerose situazioni di utilizzo , si può sintetizzarne la funzione ordinaria nella catena di sicurezza come quella di vincolarci ad un attacco od ad una linea di sicura ed eventualmente, in caso di caduta/scivolata, trattenere il carico, dove il carico siamo noi. Comunemente usiamo la longe in modalità statica stando appesi ad essa, ma viste le sue potenzialità di impiego, questa deve essere in grado di avere un comportamento dinamico, ovvero quello di sopportare una caduta che la mandi istantaneamente in tensione.

In situazioni straordinarie quale l’autosoccorso diretto la longe collega uomo – uomo, va da sè che il sistema longe debba essere, ed in effetti è, il sistema più potente che ci portiamo addosso, a condizione che sia ben confezionato.

Per inquadrare correttamente il discorso, vediamo quali sono le forze in gioco. In qualsiasi tipo di progressione, ( alpinismo, falesia, ferrata, speleologia , canyoning ) la variabile che in caso di caduta su una corda determina la forza d’arresto o forza shock, ovvero la forza che si registra quando la corda entra bruscamente in carico, è il fattore di caduta. Il fattore di caduta è il rapporto tra l’altezza di caduta (il tratto che il corpo descrive da quando parte a quando viene trattenuto dalla corda) e la lunghezza di corda che deve sopportare quel volo. Escludendo le vie ferrate dove il valore aumenta in funzione della distanza tra gli ancoraggi, il fattore di caduta varia da 0 a 2 : Fc = 0 : quando il corpo è appeso staticamente ad un’estremità della corda vincolata, sull’altra estremità, all’attacco (roccia); Fc = 2 : quando il corpo, sempre legato ad un’estremità della corda, si trova in verticale sopra l’attacco con la corda tesa verso il basso. Grossolanamente possiamo dire che si ha fattore di caduta 1 quando l’imbrago della persona a cui è legata un’estremità della corda (longe) ed il punto di attacco dove è vincolata l’altra estremità della corda , sono alla stessa altezza. Nella progressione torrentistica si usa come riferimento il fattore 1, tale valore non andrebbe mai superato e per verificarlo non serve alcun calcolo, basta guardare se il moschettone della longe si trova più in alto dell’imbrago (OK), o più in basso (NO).

In realtà la situazione di superare il fattore 1 non è per niente rara, anzi, avviene in moltissimi mancorrenti, dove dopo esserci allongiati camminiamo tranquillamente in piedi con la longe tesa verso il basso. A onor del vero il mancorrente stesso rappresenta un ulteriore elemento elastico che assorbirebbe il volo... però... Considerando il fattore di caduta pari a 1 ed un peso di 90 kg del corpo, si è stabilito convenzionalmente, in quanto il valore è precauzionalmente gonfiato, che la forza massima registrabile sia di 1.100 kgp (circa 11 kN). Per avere margini di sicurezza nel tempo, visto che il materiale si usura, tutto quello a cui ci appendiamo deve resistere almeno fino a 22 kN, a parte i bloccanti meccanici che hanno un comportamento diverso.

Tornando alla classica (bi)longe, questa deve avere due rami di lunghezza differente (a “Y” asimmetrica) con un moschettone a ghiera sul lato lungo ed un moschettone anche non a ghiera sul lato corto. Il ramo lungo deve essere quanto lo sbraccio di ognuno ed il moschettone deve essere manovrabile anche appesi nel vuoto, mentre per regolare il ramo corto, tendendo la longe verso l’alto, la testa del moschettone deve arrivare sotto al mento.

Considerando quanto detto sopra, una caratteristica fondamentale della longe è la capacità di assorbire energia (prodotta da un volo), pertanto l’orientamento della SNC è quello di escludere sistemi tipo daisy chain e longe con cordino in dyneema o kevlar , inadatti a tale scopo.

Questa scelta , volutamente prudenziale, riduce la scelta tra i tipi di longe a due casi:

• longe prefabbricata in nastro con cuciture a rottura programmata • longe autocostruita con corda dinamica intera

Longe prefabbricata in nastro con cuciture a rottura programmata: Questo sistema prevede due tipi di cucitura, uno che chiude l’anello di fettuccia e che non è fatto per saltare, e cuciture che accoppiano i due lati di fettuccia per ogni ramo, che invece sono predisposte per scucirsi in presenza di forti carichi e quindi ridurre la forza di arresto. Le longe prefabbricate hanno il difetto di avere lunghezze prestabilite e quindi non perfettamente tarate sulle dimensioni di ognuno, inoltre se la fettuccia finisce accidentalmente nel croll, la rimozione potrebbe essere complessa.

Longe autocostruita con corda dinamica intera: Questa è la longe per definizione. Per confezionarla occorre adoperare corde dinamiche omologate “intera”, i quali presentano sulle estremita della bobina o della matassa il simbolo .

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